Discussioni utente:Ulisse

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Indice

Forme flesse[modifica]

Ciao.
Come avrai notato ti ho archiviato le discussioni e aggiornato l'elenco...
Per quanto riguarda le forme flesse hai provato lo strumento semiautomatico? È molto comodo. --Buggia 15:28, 27 ott 2016 (CEST)

Vai su Speciale:Preferenze#mw-prefsection-gadgets e metti la spunta sull'ultima riga.
Poi su Speciale:FormeFlesse.
Scegli tra aggettivo e sostantivo
Inserisci la radice e desinenza del lemma maschile singolare (per bagnato metti "bagnat" e "o")
Inserisci le desinenza delle forme flesse
Inserisci la radice sillabata ("ba | gnà | t")
Le desinenze delle forme flesse (c'è il pulsante per copiare le desinenza inserite prima)
Clicca su "Genera"
C'è anche il pulsante che ti compila un esempio. Se ti ci persuadi è molto comodo. --Buggia 19:41, 27 ott 2016 (CEST)
Ho corretto il link, perché Ulisse non può vedere la versione in fase di testing, quindi il link non funzionerebbe. Seguendo le indicazioni di Buggia e poi andando in QUESTA PAGINA dovresti vedere il link blu e una pagina speciale --Wim b 20:47, 27 ott 2016 (CEST)

pitecantropo[modifica]

ho riscritto la definizione a parole mie. --ElpJo84 (disc.) 16:19, 30 ott 2016 (CET)

Autodidatta[modifica]

Ho visto che Treccani fa derivare il termine dal francese e per verifica l'ho cercato anche sullo Zingarelli (che ritengo più autorevole per la tradizione/età che ha). Anch'esso dà questo passaggio dal francese, quindi dovrei accettare quanto mi fai notare. Ma approfondendo ulteriormente scopro che in francese la parola è stata usata per la prima volta nella seconda metà del 1500, cioè sicuramente dopo l'uso in italiano. Ma permettimi di approfondire ulteriormente prima di concludere. E ti farò sapere cosa trovo. Grazie per ora

Ho approfondito e devo darti ragione, perché scopro che il primo utilizzo noto in Italiano è del 1875. Sia il Devoto Oli, che considero un'ottima autorità, sia l'etimologico Le Monnier dànno l'arrivo all'Italiano per il tramite del Francese. Ero stato così categorico perché non sopporto lo sciovinismo francese e la conseguente arroganza dei francesi; dai quali, insisto, non abbiamo niente da imparare, soprattutto in termini di conoscenze della propria lingua e delle origini. Provvedo quindi, come tu molto correttamente suggerisci, a rimettere la tua versione e approfondire con il risultato della piccola ricerca che ho fatto.

pitecantropo[modifica]

Ho già riscritto la definizione in modo quasi personale. --ElpJo84 (disc.) 20:33, 8 nov 2016 (CET)

Per me è già troppo modificare la voce con parole mie, ma la prossima volta avviserò voi altri. --ElpJo84 (disc.) 21:05, 8 nov 2016 (CET)

Poliammina[modifica]

Io prima mettevo fonti a vuoto perché pensavo che ci fossero sempre. --ElpJo84 (disc.) 17:28, 10 nov 2016 (CET)

criptorchide[modifica]

✔ Fatto. --ElpJo84 (disc.) 20:26, 10 nov 2016 (CET)

✔ Fatto anche questo. --ElpJo84 (disc.) 20:38, 10 nov 2016 (CET)
ok, pietà. --ElpJo84 (disc.) 21:38, 10 nov 2016 (CET)

Utente:ElpJo84[modifica]

Sono uscito per sbaglio da Wikizionario, che non riconosce né la password né la mia e-mail. --93.35.211.140 17:31, 20 nov 2016 (CET)

Ho provato a inviare l'email per recuperare la password, ma continua a non arrivare. Libero mail non riceve messaggi da wikizionario. Ora come faccio a rientrare col nome utente? --93.33.162.49 11:41, 21 nov 2016 (CET)
Riesci a darmi una mano wim b nel recuperare la password di ElpJo84: Grazie. --Ulisse scrivimi 17:16, 21 nov 2016 (CET)
No, se non riuscite a recuperare la password in qualche modo, né io né nessun altro può aiutarvi, l'avete persa. --Wim b 21:10, 22 nov 2016 (CET)

Felice Natalia[modifica]

Io voglio augurare te e a tutti gli utenti di Wikizionario una Felice Natalia e un prosperoso anno nuovo. Natalia perché è il femminile di Natale.

Leonardo Giuseppe Ramone (disc.) 12:31, 25 dic 2016 (CET)

Non locuzioni[modifica]

Cosa dovrei fare, smettere di crearle? --ElpJo84 (disc.) 22:49, 11 gen 2017 (CET)

Infatti non troverei alcun motivo di creare non locuzioni su argomenti generici, ma da queste parti sembra vigere solo creare aggettivi e sostantivi, almeno finché non avrò almeno letto cosa vuol dire locuzione nominale. --ElpJo84 (disc.) 23:10, 11 gen 2017 (CET)

Share your experience and feedback as a Wikimedian in this global survey[modifica]

  1. Questa inchiesta è sta principalmente pensata per ottenere pareri sull'attuale lavoro della Fondazione Wikimedia, non sulla strategia a lungo termine.
  2. Problemi legali: Non ci sono acquisti previsti. per partecipare, è necessario essere maggiorenni. Patrocinato dalla Fondazione Wikimedia, ubicata in 149 New Montgomery, San Francisco, CA, USA, 94105.Termine 31 gennaio 2017. Nullo ove proibito Click here for contest rules.

crittografare[modifica]

Ci ho provato. --ElpJo84 (disc.) 11:21, 31 gen 2017 (CET)

pudore[modifica]

✔ Fatto. --ElpJo84 (disc.) 12:06, 25 feb 2017 (CET)

Insulti nel lemma puttana[modifica]

Ricordati, quando giustamente annulli una modifica in cui si insulta una persona, un gruppo di persone o altro, di avvisare un amministratore di ripulire la cronologia. Ora, se trovi roba tipo "Paola è una troia", non è indispensabile, ma se trovi "Paola Barambani è una troia", magari segnala... --Wim b 20:29, 17 mar 2017 (CET)

homo sapiens[modifica]

  1. la seconda guerra mondiale è finita da SETTANTADUE anni, non cinquanta.
  2. nella migliore delle ipotesi, potevi dire da 20 anni, dalla fine della guerra fredda,
  3. ho il sospetto, se non la CERTEZZA, che tu e gli altri wikizionariani, sotto sotto, siate meno tolleranti di me.

--ElpJo84 (disc.) 23:44, 10 mag 2017 (CEST)

turbocompresso[modifica]

✔ Fatto. --ElpJo84 (disc.) 13:09, 16 mag 2017 (CEST)

Grazie![modifica]

Grazie del benvenuto, Ulisse! Per la verità sono sulla Wikipedia da 13 anni! Deve essere un puro caso che questo sia stato il mio primo (piccolissimo) contributo al Wkizionario (italiano). :-) Pasquale (disc.) 09:49, 19 mag 2017 (CEST)

Luteranesimo[modifica]

✔ Fatto. --ElpJo84 (disc.) 15:11, 19 mag 2017 (CEST)

luce[modifica]

Ci ho provato. --ElpJo84 (disc.) 00:19, 21 mag 2017 (CEST)

privaty[modifica]

[[utente smakk]] ti voglio chiedere se puoi enrare nelle mie discussioni che ho una cosa da chiederti. P.S.= basta rispondere che è gia scritta ok

beccheggio[modifica]

Ho riscritto entrambe le definizioni a modo molto personale. --ElpJo84 (disc.) 21:09, 9 giu 2017 (CEST)

serraglio[modifica]

Ciao come stai? Per favore puoi specificare per favore in serraglio che il sinonimo harem e la traduzione inglese si riferiscono all terzo significato. Non so come si fa- Grazie-Pierpao (disc.) 12:12, 22 giu 2017 (CEST)

grazie--Pierpao (disc.) 12:38, 22 giu 2017 (CEST)

carnevalesco[modifica]

dacci un occhiata per favore--Pierpao (disc.) 10:50, 6 lug 2017 (CEST)

grazie a te--Pierpao (disc.) 08:50, 7 lug 2017 (CEST)

fonti nei plurali[modifica]

nei plurali si mette la fonte? grazie--Pierpao (disc.) 08:50, 7 lug 2017 (CEST)

Fonti[modifica]

Ho sistemato i template fonte principale, ho aggiornato le case editrici e non so perchè in alcuni erano invertiti case editrice e opera. Secondo oltre al link bisogna indicare anche il nome del sito? Se ne trovi di importanti non formattati bene segnalameli. Grazie e buona giornata--Pierpao (disc.) 08:18, 8 lug 2017 (CEST)

Locuzioni nominali[modifica]

Non sono le mie modifiche, funzionava male anche prima in quella voce, il problema è che la voce sul sabatini coletti non è anno-luce ma anno_luce senza trattino; adesso vedo se risolvo. Comunque grazie avvisami di tutti i problemi che trovi--Pierpao (disc.) 22:45, 10 lug 2017 (CEST)
Infatti non sto trovando nessuna locuzione nominale che ha come fonte il sabatini, se ti capitasse di vederla avvisami per favore--Pierpao (disc.) 07:35, 11 lug 2017 (CEST)

cellulare[modifica]

✔ Fatto. --ElpJo84 (disc.) 14:15, 16 lug 2017 (CEST)

muone[modifica]

Ho riscritto la voce a modo mio. --ElpJo84 (disc.) 14:21, 17 lug 2017 (CEST)

Multiplazione[modifica]

accerta l'esistenza delle fonti prima di inserirle...va bene, cercherò di farlo. --ElpJo84 (disc.) 22:39, 18 lug 2017 (CEST)

Re: Collaborazione[modifica]

Ciao, Ulisse, anzitutto un grazie a te per la dedizione al Wikizionario: un progetto che cresce grazie all'impegno di pochi, ma cresce. Sono attivo soprattutto su itwiki e, in gran parte per le correzioni dei refusi (quasi 400.000 edit, tutti "a manina"), ma inserisco anche voci di zoologia, astronomia, ecc. (circa 6000 voci finora); un po' opero anche su enwiki (25.000 edit) e su wikidata (15.000 edit). Non posso promettere impegni ulteriori che non manterrei, comunque ho accolto con piacere le modifiche degli sviluppatori che dal 20 giugno consentono di mostrare i refusi anche sulle altre wiki principali e mi ci sono dedicato contribuendo qua e la (Wikizionario, Wikiquote, Wikiversity, Wikibooks, ecc.). Tale rimarrà il mio livello contributivo su queste wiki, da "cacciatore di refusi", soprattutto perché sono persuaso che leggere un testo scorrevole e quanto più privo di errori significa leggere e imparare meglio. Salutoni e buona continuazione, --Eumolpo (disc.) 19:55, 17 ago 2017 (CEST)

Wikizionario:Richieste di nuove voci[modifica]

Ho parzialmente annullato una tua modifica del mese scorso in quanto con essa hai rimosso gran parte del template della rotazione giornaliera (che è su base mensile e non settimanale). --Gce (disc.) 15:57, 26 ago 2017 (CEST)

super-io[modifica]

Ciao. A mio avviso quello con la maiuscola è una variante di quello con la minuscola. Comunque il {{Vedi}} va messo in entrambe le pagine. --Buggia 21:17, 3 set 2017 (CEST)

RE: golfare/golfara[modifica]

Il termine esatto sembra proprio golfare. L'equivoco sull'uso pur frequente di golfara su Internet potrebbe essere dovuto al fatto che così com'è non sembra un sostantivo maschile (il golfare/i golfari), quanto il plurale di un sostantivo femminile (la golfara/le golfare), dato che sulle navi, a quanto ho capito, sono piuttosto comuni questi "occhielli" di metallo per agganciarvi corde. Riunirei la definizione presente su golfara, trasformando quest'ultimo in redirect in modo da non farlo ricreare in futuro. Ciao, --Eumolpo (disc.) 20:23, 9 set 2017 (CEST)

Re: machiavellico[modifica]

Ciao, Ulisse, in merito a questo aggettivo è più corretto "derivazione da" in quanto la derivazione è la formazione di una nuova parola (machiavellico) a partire da una preesistente (Machiavelli). Alla prossima, --Eumolpo (disc.) 17:42, 19 set 2017 (CEST)

RE:[modifica]

Grazie per tutti i consigli, mi fa piacere che tu li faccia presente direttamente nelle discussioni per farmi capire :-) --Fra00 (disc.) 14:13, 6 ott 2017 (CEST)

dettagliante[modifica]

Non riesco a trovare la definizione cui ti riferisci. --Buggia 17:40, 12 ott 2017 (CEST)

volpone[modifica]

Buenodic è un sito mirror di WZ. Ho sistemato la voce. --Buggia 08:39, 30 ott 2017 (CET)

Re: benvenuto[modifica]

Salve Ulisse, ti ringrazio per il benvenuto, ma non penso che contribuirò molto qui sul dizionario: sono perlopiù attivo su Wikipedia. Tra l'altro la mia prima modifica è già stata annullata, il che non è molto incoraggiante. Saluti,--EquiMinus (disc.) 10:57, 29 dic 2017 (CET)

delusione[modifica]

Solo il nome non rende identificabile una persona, non importa oscurare. --Buggia 16:27, 4 gen 2018 (CET)

Buon anno[modifica]

Tanti auguri. Come va?--Pierpao (disc.) 11:29, 5 gen 2018 (CET)

Mi fa piace se non ci fossi tu il vocabolario sarebbe molto peggiore. Hai fatto quasi 150.000 edit. Di cui solo meno di 600 cancellati (edit non lemmi). A proposito mi ricordo che seguive le voci richieste. Non so se lo fai ancora ma ti segnalo questa pagina dove ci sono i lemmi non scritti più linkati ovverosia quelli pet cui ci sono più link rossi. Dalla posizione 27 in giù ci sono vari verbi e altre parole di uso comune. Nel caso ti andasse di scriverle.--Pierpao (disc.) 19:17, 6 gen 2018 (CET)
Bravo ottima scelta quella del dizionario. Condivido--Pierpao (disc.) 23:31, 6 gen 2018 (CET)
grazie ho perso un po' la sensibilità maiuscole/minuscole--Pierpao (disc.) 22:02, 7 gen 2018 (CET)
grazie--Pierpao (disc.) 23:20, 7 gen 2018 (CET)

grazie ma...[modifica]

Non sperare che diventi un vizio. :) Ho solo trovato una parola strana, ho cercato in rete, ho trovato questo e ho segnalato. Se capita lo rifarò. Chissà. Un saluto. --Silvio Gallio (disc.) 17:54, 19 gen 2018 (CET)

Omografi non omofoni[modifica]

Ciao! Volevo chiederti: la modifica che ho appena fatto a poste è graficamente la soluzione ottimale oppure ce ne sono di migliori? Grazie! Ciao, --Epìdosis 19:04, 1 feb 2018 (CET) P.S. In questi mesi sto imparando il tedesco e i Wikizionari in inglese e tedesco mi stanno tornando davvero utilissimi! Spero che presto si cominci a gestire alcuni aspetti di Wikizionario attraverso Wikidata, in modo da facilitare notevolmente la traduzione automatica almeno parziale delle voci! E complimenti per l'ottimo lavoro che vedo stai facendo, spero di aver tempo in futuro di dare una piccola mano!

renzismo[modifica]

Ho provato a cambiarla. --ElpJo84 (disc.) 14:17, 2 feb 2018 (CET)

Cancellazione[modifica]

Ciao Ulisse, Il testo per me non è enciclopedico e non dovrebbe essere in un dizionario. Ho seguito gli esempi di queste pagine che sono state anche loro per essere cancellate (vedi cacchettoso [1] e letamoso [2]. Se ritieni che non dovrebbe essere eliminato, ti prego di rimuovere il mio avviso. Saluti. DARIO SEVERI (disc.) 23:06, 6 feb 2018 (CET)

Spambot[modifica]

The account user:EarleneLoflin9 is a spambot. Not a lot of point giving it a welcome message. Billinghurst (disc.) 14:10, 23 feb 2018 (CET)

Wikizionario in ladino[modifica]

Scusa se mi rivolgo a te, ma non conosco nessuno su Wikizionario. Per puro caso (era un incontro di Wikipedia per l'8 marzo) ho incontrato il prof. Vittorio Dell'Aquila dell'Università di Milano che ha già pronto un grandissimo dizionario della lingua ladina dollomitica (codice lld) con le varianti delle diverse valli. Deve solo controllare che i coautori siano d'accordo, ma si è dichiarato disposto a caricare il tutto sui progetti Wikimedia. Io però, non so assolutamente nulla di Wikizionario e non so da dove cominciare. C'è qualcuno che può dare una mano per una fare partire un dizionario nuova lingua?-Mizardellorsa (disc.) 18:07, 12 mar 2018 (CET)

Nomi e cognomi[modifica]

Ciao. Viene effettuato l'oscuramento se una persona identificabile viene insultata o se inserita come definizione di un lemma scurrile o diffamante. Negli altri casi non trovo che sia necessario. --Buggia 11:23, 17 mar 2018 (CET)

Aperto il diff devi cliccare su annulla in alto a destra. --Buggia 11:32, 17 mar 2018 (CET)

Share your experience and feedback as a Wikimedian in this global survey[modifica]

WMF Surveys, 20:36, 29 mar 2018 (CEST)

link in latino[modifica]

Ciao, i link in latino tipo ēmergĕre andrebbero senza accento tipo ēmergĕre (emergere#Latino|ēmergĕre) ;) Buon lavoro, Arlas! (disc.)

Ciao, intendo proprio il link, non gli accenti. Va rivisto e linkato come ti ho scritto tra parentesi ;) Arlas! (disc.)
beh non devo essere io a convincerti di nulla, e ci vuole poco a "scovare". Basta fare un giro ad esempio sulla Categoria:Verbi_in_latino per notare che neanche una pagina ha l'accento. Sia in latino che in russo che in arabo l'accento non viene scritto e come vedi su tutti wikt viene inserito nel link "visivamente" ma in realtà il titolo della pagina è senza accento. Come leggi pure nel manuale di stile a cui fai riferimento, "Gli accenti nel titolo si mettono solamente se sono previsti dall'ortografia!" "Non va messo invece l'accento quantitativo nelle parole in latino in quanto non fa parte dell'ortografia, ma può essere indicato nel corpo dell'articolo: es: Iuppiter (da notare che nel corpo dell'articolo la parola è indicata come Iuppĭtĕr)." cioè va inserito al posto del template PN. Se non è chiaro il manuale di stile si migliora. Ciao, Arlas! (disc.)

Re: a rilento[modifica]

Ciao, Ulisse, a rilento è una locuzione avverbiale, composta da a, spesso ricorrente in queste locuzioni e derivante dal latino (a posteriori, ab ovo, ab initio, ecc.) e la parola rilento che significa: più lento, doppiamente lento. Il tutto indica qualcosa che procede più lentamente delle aspettative. Buon lavoro, --Eumolpo (disc.) 17:28, 1 apr 2018 (CEST)

Felice Pasqua[modifica]

Io voglio augurare te i tutti gli utenti dal Wikizionario una Felice Pasqua.

Leonardo Giuseppe Ramone (disc.) 00:39, 2 apr 2018 (CEST)

Re: alla rinfusa[modifica]

Anche qui, Ulisse, siamo in presenza di una locuzione avverbiale; rinfusa è l'ultimo residuo rimasto nella lingua italiana del verbo rinfondere, che significava infondere di continuo, immettere ripetutamente, come quando si svuota una scatola piena di oggetti sul tavolo. Per questo alla rinfusa prende il senso di disordinatamente, senza distinzione, confusamente. Ciao, --Eumolpo (disc.) 19:26, 3 apr 2018 (CEST)

lemma latino accentato[modifica]

Ciao, andrebbe spostato nella pagina Lucania e cancellata la pagina successivamente. Arlas! (disc.) 22:56, 4 apr 2018 (CEST)

Re: occhio[modifica]

Va bene, Ulisse, in questo caso si parla di interiezione o esclamazione. Nella fattispecie, però va fatta la seguente distinzione:

  • ohimé!, ehi!, eccì!, diamine!, ecc. vanno definite come interiezioni proprie o esclamazioni proprie, in quanto è il loro esclusivo significato.
  • occhio!, scusa!, santo cielo!, bravo!, ecc. vanno definite come interiezioni improprie o esclamazioni improprie, in quanto hanno anche altri significati.

Ciao, --Eumolpo (disc.) 18:52, 5 apr 2018 (CEST)

Reminder: Share your feedback in this Wikimedia survey[modifica]

WMF Surveys, 03:34, 13 apr 2018 (CEST)

Linguaggio...[modifica]

Già mi stupivo quando ero bambino... sul normale vocabolario: si possono accettare alcuni termini? (vedi la voce fuori) Grazie PS: "per sé" le cosiddette parolacce non esprimono "gran che"

Intendo proprio le parolacce

Ok.. però... Va beh, accetto... più o meno.

Your feedback matters: Final reminder to take the global Wikimedia survey[modifica]

WMF Surveys, 02:44, 20 apr 2018 (CEST)

Saluti da Obivuankenobi[modifica]

Salve Ulisse. è un piacere essermi unito ai bibliotecari di wikimedia. La ringrazio per tutte le informazioni utili che mi ha lasciato nella mia pagina. Ho provato a scriverle precedentemente nella sua pagina al link chat. Non so quale sia la procedura giusta per comunicare con gli utenti. La prego di informarmi quando le è possibile, la procedura utilizzata per contattare gli utenti. Le porgo i miei migliori omaggi e la speranza di avere una lunga e felice collaborazione. Cordiali saluti --Obivuankenobi (disc.) 17:33, 21 apr 2018 (CEST)Obivuanchenobi

il modo più semplice per comunicare con gli altri utenti è quello che hai fatto con me cioè cliccare sulla pagina di discussione dell'utente per chiedere informazioni a segnalare eventuale anomalie che hai riscontrato nei vari lemmi. Se invece vuoi discutere con tutti di un problema puoi scrivere scrivere al Bar [3]. Ciao

Osservazione su un lemma del Wikidizionario[modifica]

Salve Ulisse, spero che sia questo il modo giusto per contattarti e anche per contattarti per una simile questione. Ti scrivo perche vorrei porre alla Tua attenzione una definizione di un lemma del wikidizionario. La parola in questione è brutale e a mio avviso non è stata degnamente definita. La si definisce infatti con non più di due o tre parole che non rendono appieno il significato ma semmai ne danno una definizione parziale. Il lemma brutale viene tradotto con le parole violento, crudele, mentre le definizione esatta è: sentimento, istinto non mediato dall'intelletto o dalla ragione. Si comprende quindi che i termini violento e crudele sono soltanto degli aspetti così come potrebbe esserlo le parole amorevole, sdulcinato, visto che come si usa dire, al cuor non si comanda. Non voglio rubarti altro tempo e spero di essermi riuscito a spiegare. Ti sarei grato se cercassi conferma di quello che sono andato dicendo e nell'eventualità di un riscontro, ti serei davvero grato se tu potessi porre rimedio. Io non sono all'altezza, tanto che non so neanche se sono riuscito a comunicare con la presente con qualcuno, spero tu non sia un boot. Le parole sono importanti. Credo sarebbe meglio che ci fosse un lemma in meno nel Wikidizionario piuttosto che molti ma definiti in maniera grossolana e distorta. Dico questo perche già a suo tempo mi sono imbattuto in un'altro lemma la cui definizione mi lasciava molto perplesso. Se non erro si trattava del lemma credere. Spero di non aver fatto un buco nell'acqua. Saluti, Sergio.

Parere al bar[modifica]

So che non sei uno di quegli utenti che partecipa molto alle discussioni, ma visto che sei il 25% della comunità attuale, mi interesserebbe sapere anche il tuo parere su questo. Qualsiasi cosa va bene, anche un chiarimento se qualcosa ti è oscuro. --Wim b 00:46, 9 ago 2018 (CEST)

Ti ho risposto con dei link d'esempio. Comunque riguardo alle forme flesse che dicevi al bar, vedo che le metti a mano, lo script che ho scritto ti risulta difficile da usare, o no lo usi per altri motivi tuoi? perché se fosse la seconda, ok, ma se fosse la prima forse se mi dici dove trovi difficoltà, posso vedere di migliorare e semplificarne l'uso, un feedback fa sempre comodo. --Wim b 01:52, 9 ago 2018 (CEST)

Converti sillabazione[modifica]

Una volta mi pare tu mi avessi chiesto se fosse possibile far inserire automaticamente la sillabazione sotto il {{-sill-}}, ci ho lavorato tutta la sera perché sono un po' una pippa, ma adesso riesce a farlo, oltre ad avere sempre la possibilità di copiare il testo come prima. Fammi sapere se ci sono problemi.--Wim b 02:38, 11 ago 2018 (CEST)

erotomania[modifica]

Semplicemente in crono non c'è niente di migliore... --Buggia 11:41, 8 set 2018 (CEST)

Creazione facilitata dei lemmi[modifica]

Buonasera. Un tempo, mi ricordo, c'erano dei box per la creazione rapida dei lemmi, divisi per aggettivo, sostantivo, verbo ecc. dove era già compilata la struttura della pagina da creare. Esistono ancora questi strumenti? Se sì, dove sono? Li trovavo molto comodi. Grazie.--R5b43 (disc.) 18:14, 16 set 2018 (CEST)

R5b43 ti rispondo io: sì, ci sono ancora basta andare su una pagina non ancora scritta, però cercandola dall'URL, non seguendo un link rosso o dalla casella di ricerca. Puoi trovare un esempio cliccando qui. Se preferisci potrei criverti un paio di righe di codice in modo che tutti i link rossi puntino a quella pagina invece che aprirsi direttamente in modifica, sarà male di clickare una volta di più. Fammi sapere. --Wim b 00:25, 17 set 2018 (CEST)
Wim b Grazie pr avermi indicato come accedere a quei box, non so perché ma li ricordavo posti nella pagina della ricerche. Sarebbe molto utile il fatto che un link rosso punti direttamente alla pagina con gli inputbox, in modo che i nuovi utenti e quelli occasionali creino lemmi già formattati e wikificati.--R5b43 (disc.) 15:45, 17 set 2018 (CEST)

Wikificazione[modifica]

Ciao Ulisse, te che hai notoriamente più pazienza di me, hai voglia di wikificare prostanoide e altre pagine create da ElpJo84? Perché sinceraemnte mi è venuto un po' a noia correggere sempre le solite cose ad un'utenza che è sorda agli avvisi e che crede di avere dei galoppini al seguito. Se puoi, potresti usare anche il {{Fonte}} per i link all'enciclopedia Treccani così da evitare di visualizzare il [1]? Grazie se avrai voglia di strgli dietro al posto mio. --Wim b 01:07, 29 set 2018 (CEST)

Potrei anche farlo ma la verifica (intendo dire l'eliminazione del punto esclamativo) se copia o non copia chi la fa ?. Mandagli un messaggio che può fare anche una wikificazione alla c..z. di c..e ma se scopro che copia me lo blocchi per un mese. Sarò magnanimo ... per una settimana... ok, lo curo io--Ulisse scrivimi 11:10, 29 set 2018 (CEST)

Fumarico[modifica]

✔ Fatto. --ElpJo84 (disc.) 20:46, 29 set 2018 (CEST)

Malico[modifica]

✔ Fatto. --ElpJo84 (disc.) 11:37, 30 set 2018 (CEST)

Avviso[modifica]

✔ Fatto. --ElpJo84 (disc.) 12:48, 30 set 2018 (CEST)

ossidrilione[modifica]

✔ Fatto. --ElpJo84 (disc.) 18:19, 6 ott 2018 (CEST)

glutatione[modifica]

✔ Fatto. --ElpJo84 (disc.) 01:20, 7 ott 2018 (CEST)

Bannami[modifica]

Su avanti Igniorante (disc.) 22:22, 7 ott 2018 (CEST)

L'ho accontentato io… --Wim b 00:03, 8 ott 2018 (CEST)
Quando sposti una pagina, ricordati di richiedere la cancellazione del redirect al vecchio titolo. --Wim b 16:34, 11 ott 2018 (CEST)

proverbiale[modifica]

Con questa modifica, hai cancellato un po' troppo, ripristina la seconda sezione per le traduzioni, cos' ne approfitti anche per inserire il titolo del cassetto per divere le due sezioni in base alla definizione in cui ciascuna si riferisce. --Wim b 10:51, 16 ott 2018 (CEST)

Re: Palma[modifica]

Hai scritto correttamente, quella donna sta mostrando la palma della mano per salutare. Il palmo è la distanza fra il pollice e il mignolo di una mano (solo in dialetto toscano si ha che palmo ha lo stesso significato di palma). Saluti, --Eumolpo (disc.) 10:22, 27 ott 2018 (CEST)

In questo caso la spiegazione è più complessa. Per una corretta definizione dei verbi terminanti in -si, ti consiglio la lettura di questa voce della Treccani. Buona continuazione, --Eumolpo (disc.) 11:20, 27 ott 2018 (CEST)

Re: -crazia[modifica]

Si, Ulisse, per quanto poco usato, hanno tutte il plurale: "Le aristocrazie presenti nei regimi mediorientali effettivamente ne detengono il potere", oppure "Le democrazie che si sono succedute dopo l'unità d'Italia non sempre hanno curato il benessere del popolo". Inoltre con la locuzione "Democrazie popolari" sono stati indicati quei paesi dell'Europa dell'Est che gravitavano intorno all'URSS comunista. Ciao, --Eumolpo (disc.) 09:28, 3 nov 2018 (CET)

se ho ben capito dato che i sostantivi che finiscono in -crazia hanno il plurale per analogia lo deve essere anche i suffisso in oggetto, ma come mi devo comportare per il genere ? Devo mettere pl oppure f pl--Ulisse scrivimi 09:38, 3 nov 2018 (CET)
Il genere rimane sempre femminile, quindi "f pl".--Eumolpo (disc.) 19:37, 5 nov 2018 (CET)

Re: Accento[modifica]

✔ Fatto Ciao, Ulisse, tutte le parole italiane che finiscono col suffisso -neso (che significa "isola") acquisiscono l'accento sulla penultima sillaba: Dodecanèso, Peloponnèso, ecc.; in greco invece l'accento cade sulla terzultima sillaba. Saluti, --Eumolpo (disc.) 19:37, 5 nov 2018 (CET)

Iperonimi e iponimi[modifica]

Ciao, Ulisse, "animale" è iperonimo di "mammifero" è perché tutti i mammiferi sono animali. Viceversa, nell'esempio da te citato, "mammifero" non è iperonimo di "carnivoro" in quanto non tutti i carnivori sono mammiferi (lo sono anche rettili, pesci, insetti, ecc.). Quindi l'esempio non calza. Una sequenza potrebbe essere: "animale" è iperonimo di "artropode" (tutti gli artropodi sono animali), "artropode" è iperonimo di "aracnide" (tutti gli aracnidi sono artropodi), "aracnide" è iperonimo di "ragno" (tutti ragni sono aracnidi), "ragno" è iperonimo di "tarantola" (tutte le tarantole sono ragni); e secondo me ha senso porli proprio in quest'ordine: dal livello più alto al più basso. Buona continuazione, --Eumolpo (disc.) 20:51, 7 nov 2018 (CET)

Sinceramnte non ci avevo mai pensato e fino ad adesso se mai abbia inserito una serie di iponimi o iperonimi, certamnte l'ho fatto in ordine sparso (per seguire l'esempio sopra avrei magari inserito in ordine ragno, artropode, animale, tarantola). Ammetto però che scriverli in ordine dia un certo senso di… ordine appunto, quindi potrei essere favorevole a questa consuetudine. Te ne occupi te di inserirlo, casomai, nei vari MDS, MIB e in altre pagine inerenti se ce ne fossero? --Wim b 22:36, 7 nov 2018 (CET)
Eumolpo, grazie del consiglio ,ma devo farti un appunto perchè secondo me non hai colto bene la distinzione tra carnivori (inteso come aggettivo cioè (di animali) che si nutrono di carne) e Carnivori (inteso come sostantivo cioè ordine di Mammiferi Euteri (fonte Devoto/Oli per entrambi le parti del discorso in oggetto); Utente:wim b, Buggia --Ulisse scrivimi 01:35, 9 nov 2018 (CET)
Si, imho, dal più vasto insieme al più minuto anche in questo caso da sinistra verso destra. Ciao, --Eumolpo (disc.) 22:37, 9 nov 2018 (CET)
Va bene così, alla prossima.--Eumolpo (disc.) 16:46, 10 nov 2018 (CET)
Un consiglio: ho messo gli iponimi a marsupiale mettendo nella prima riga la famiglia seguita dalle specie relative alla medesima e nella seconda riga l'altra famiglia seguita dalla relativa specie. O avrei dovuto mettere nella prima riga le due fmiglie e nella seconda le specie ? Non è una questione assillante ma mi interessa capire quale secondo te è la scelta più logica.--Ulisse scrivimi 15:07, 18 nov 2018 (CET)

Definizione ricorsiva[modifica]

In Tunicati si usa "Urocordati" come definizione e in Urocordati invece si usa di nuovo "Tunicati". Visto che in Tunicati usi "Urocordati" come link alla fonte (che ho visto che ancora la sintassi dei link esterni non ti vuole proprio entrare in testa :) ), non sarebbe meglio scrivere la definizione di Urocordati, visto che pare essere il lemma più corretto dei due?--Wim b 23:23, 11 nov 2018 (CET)

Sì ma io ho trovato prima la definizione di Tunicati, comunque poi le metto le definizioni; al momento mi sto districando nella classificazione degli animali tra tipi, ordini, classi, ordini, famiglie, generi e specie. Se ho in testa l'albero genealogico poi mi è più facile confrontarloa con le definizoni dei vocabolari e quindi inserirle --Ulisse scrivimi 09:48, 12 nov 2018 (CET)
quando sposti una pagina, ricordati di mettere in cancellazione il redirect --Wim b 21:54, 17 nov 2018 (CET)

Primatologia[modifica]

Credi sia veramente necessario creare una categoria così specifica per il {{Term}}? alla fine siamo un dizionario, imho "mammalogia", "ornitologia", ecc sono sufficienti. --Wim b 20:39, 28 nov 2018 (CET)

il mio problema non è tanto categorizzare la singola categoria di animali (pochi o tanti che siano) ma dare una struttura gerarchica ad albero di tutti gli animali in modo organico che da un singola specie, si possa risalire con i link della terminologia specializzata, al genere, alla famiglia, all'ordine, alla classe, al tipo. In questo modo con una terminologia specializzata a griglia c'è possibilità di un maggior controllo . Se sei d'accordo tu crea nella terminologia specializzata primatologia io te la riempio poi tiriamo le somme e vediamo se è il caso di lasciarle cosi (a mio avviso, quelle attuali sono troppo generiche) od estenderle. Lasciami provare--Ulisse scrivimi 20:56, 28 nov 2018 (CET)
Se vuoi fare una prova posso anche crearti la struttura per provarci, però poi sai che oltre per le scimmie dovremmo farlo anche per i gatti, cani, pappagalli, friguelli, ecc? mentre con "mammifero" e "uccello" per ora categoriamo in maniera, a mio avviso, soddisfacente. Visto che siamo in 3, sentiamo anche Buggia? --Wim b 21:01, 28 nov 2018 (CET)
A mio parere è sufficiente mammalogia. --Buggia 09:22, 29 nov 2018 (CET)
ok. Discussione chiusa--Ulisse scrivimi 09:28, 29 nov 2018 (CET)

sbloccato[modifica]

✔ Fatto, vedo di migliorare il filtro--Wim b 16:53, 29 nov 2018 (CET)

Dimmi cosa volevi fare, che lo faccio io e vedo cosa blocca il filtro --Wim b 17:09, 29 nov 2018 (CET)
Perisodattili è da cancellare il lemma corretto è Perissodattili--Ulisse scrivimi 17:20, 29 nov 2018 (CET)
Mi faresti un favore? proveresti a fare nuovamente la modifica? tanto se finisci bloccato ti sblocco immediatamente. --Wim b 17:23, 29 nov 2018 (CET)
Il filtro non leggeva bene i tuoi gruppi utente, però la modifica che lo ha fatto scattare è stata che invece di mettere il {{Cancella}} hai salvato con una riga vuota. Ora comunque ho cambiato parametri e non dovrebbe più bloccarti. --Wim b 17:40, 29 nov 2018 (CET)
Per evitare di incappare di nuovo nel filtro 12, non lasciarespazi bianchi in cima alla pagina ;) --Wim b 22:36, 2 dic 2018 (CET)

Ripulitura cronologia[modifica]

Temevo di aver copiato la definizione di Bovidi perchè le modifiche le ho fatte quasi tutte io, invece e' di Elpj084 (9 ottobre 2016) Buggia--Ulisse scrivimi 14:05, 10 dic 2018 (CET)

pluricelluare[modifica]

La pagina che hai scritto, "pluricelluare", è un refuso di pluricellulare come sembra? --Wim b 07:01, 14 dic 2018 (CET)

Si ho tralasciato una l--Ulisse scrivimi 09:50, 14 dic 2018 (CET)
Allora la pagina col titolo corretto esiste già, vuoi integrarla prima che passi a cancellare quella sbagliata? --Wim b 13:51, 14 dic 2018 (CET)

Copio dal Bar[modifica]

Ti copio questa risposta che è stata lasciata al bar, non l'ho nemmeno letta perché era già troppa per i miei gusti, fammi sapere se ci sono problemi…

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risposta ad Ulisse[modifica]

                                                       LA  MALATTIA

Molti anni fa ho partecipato, per l’ultima volta, a un convegno organizzato da una casa farmaceutica, sulle cefalee. Un neurologo della Sapienza fu sponsorizzato per presentare ai medici di Siracusa, l’efficacia dei triptani, una sostanza vasodilatatrice, nella cura sintomatica delle cefalee. Dopo un lungo excursus sulle modalità biologiche del farmaco, il neurologo concluse che, l’effetto sintomatico rispondeva in modo significativo solo nel 5% dei pazienti e che la terapia doveva comunque essere supportata da un rapporto psicoterapico. A quel punto chiesi la parola e raccontai le mie esperienze dell’uso dell’ipnosi in particolare di un caso grave di cefalea, che una donna di 50 anni soffriva sin dall’infanzia, e l’uso abbondante di analgesici che quella donna faceva da anni con sempre più scarsi risultati e con una sempre più scarsa qualità della vita. Nella regressione ipnotica era emerso un episodio della prima infanzia di una iperpiressia, con un forte “mal di testa”, che la mamma invano aveva cercato di sedare. La catarsi ipnotica che operai, sostituendo il sintomo, per un breve periodo sembrò aver superata la malattia, che si ripresentò e mi fece riflettere sull’eliminazione di quel sintomo nella relazione familiare di quella donna. La cefalea nelle sue relazioni interpersonali, aveva strutturato quelle relazioni che, nell’eliminazione del sintomo avevano generato uno squilibrio relazionale, che ritornò divenne la causa della ripresa della cefalea per ristabilire il precedente equilibrio. Così operai a livello familiare un cambiamento delle relazioni con la prescrizione del paradosso terapeutico. La cefalea scomparve e da allora, dopo anni non riapparve. A questo racconto, l’osservazione del neurologo fu, testualmente:” ma lei mi parla dell’arte medica”! Le mie ovvie considerazioni furono: “Ma se il medico non cura co l’arte medica, è solamente un “distributore di farmaci”!

Molti anni dopo, un collaboratore scientifico mi presentò un nuovo farmaco la PIVAGABINA, dichiarandomi testualmente:” dottore solo a lei e ad un neurologo presento questa nuova sostanza. E’ stata sintetizzata studiando lo stress e gli effetti negativi che può generare a livello somatico, con la produzione dell’ipotalamo di ormoni con effetti psico-neuro-endocrini, nell’equilibri funzionali dell’organismo. Funziona, insomma, come un ammortizzatore, nell’iperstess e le sue conseguenze somatiche, in modo ubiquitario sulle malattie. Fui entusiasta di quella proposta, tanto che mi offrii di promuoverla non solo con i miei pazienti, ma, lasciando il mio lavoro ambulatoriale, a livello nazionale e internazionale per avviare un cambiamento sull’approccio medico alle malattie, vista la mia esperienza e la mia ricerca sulle malattie generate a livello fisico da uno squilibrato e ancora molto limitato delle funzioni del cervello e della sua vita di relazione. Venne a trovarmi il collaboratore regionale e successivamente quello nazionale a cui spiegai la mia offerta, e comunicai il mio entusiasmo per quella svolta nell’approccio alle malattie e fu deciso di rivederci per organizzare quell’impresa. Il collaboratore non mi fece più visita per due anni e, un giorno si ripresentò molto imbarazzato e mi disse:” Sa, dottore, la pivagabina, è stata comprata dagli americani e sottratta dal commercio. Le mie ovvie considerazioni furono: “certo se incominciasse il tentativo di superare le malattie e l’uso sintomatico dei farmaci, crollerebbe il businness delle case farmaceutiche!”.

Ho incominciato a raccontare due episodi dei tanti nella mia esperienza medica sulle malattie, per spostare l’attenzione sulla loro natura: la differenza delle malattie del corpo e quelle della mente! Le scientifiche più avanzate sulle funzioni del corpo, riguardano da pochi anni, in tutto il mondo, quelle del cervello. In incontri interdisciplinari tutti gli ambiti delle conoscenze ed esperienze umane, come tante tessere di un puzzle, cercano di capire “come un’unica cosa” come funziona il cervello. Per farlo stanno studiando LA MATERIA di cui è fatto, dalla sua chimica, alla “materia” dagli atomi, all’”energia con cui divengono molecole, fino alla fisica quantistica, il passaggio fra “la conoscenza e l’esperienza”! Ovviamente le dichiarazioni a tutt’oggi sono: Non sappiamo come funziona il cervello, ma studiamo la materia: “i modelli elaborati per trattare la complessità della materia condensata, tutto sommato ancora relativamente semplice, permetteranno di comprendere meglio i livelli di complessità superiori che caratterizzano i sistemi biologici, ecologici, sociologici”,( Simona Cerrato reaspnsabile LIS di Trieste). Ovviamente non riescono e non riusciranno a comprendere come funziona il cervello, perché le sue funzioni è possibile sol VEDERLE, come è la condizione in cui avviene ogni scoperta, vedendo le sue funzioni nella RELAZIONE con l’esistente. LE FUNZIONI DEL CERVELLO, INSOMMA, SONO LA CONTINUA SCOPERTA DELLE RELAZIONI CON “Quello che gli occhi guardano e il cervello elaborando vede”. Perciò, per farla breve, LA MALATTIA ANCORA è L’USO LIMITATO DELLE FUNZIONI DEL CERVELLO-MATERIALE NELL’ELABORAZIONE DELLE RELAZIONI DELL’ESISTENTE, CHE è COME DIRE: LE MALATTIE DEL CORPO SONO GENERATE DALL’USO ANCORA LIMITATO DELLE FUNZIONI DEL CERVELLO! Che il cervello sia usato ancora in modo limitato e improprio è un’esperienza comune, come sono comuni le malattie del corpo e finchè non si supera questa evidenza con “un salto di qualità”, il paradosso generato dal limite della conoscenza, continuerà ad alzare il suo muro invisibile per l’omeostasi delle relazioni per cui “più cerco di cambiare più è la stessa cosa”, avvitandoci in un’inevitabile crisi. C’è una funzione del cervello che elabora l’esperienza di cui sappiamo il nome (glielo abbiamo dato!): COSCIENZA, ma con questa funzione abbiamo ancora una relazione molto limitata per una storia della sua funzione che sta lentamente emergendo, anche come conoscenza, dall’esperienza di chi l’ha cercata come una personale vocazione alla realizzazione della consapevolezza della natura umana.(J. Jaynes ne “Il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza”). Ma finché la vocazione a questa ricerca di consapevolezza non verrà stimolata come la necessità fondamentale per la scoperta, continueremo ad agitarci nella crisi dei comportamenti squilibrati e inconsapevoli ,quelli con cui generiamo la malattia. SE LA NOSTRA MENTE DIVENTA COSCIENZA LA MALATTIA SCOMPARE E QUESTO E’ VERIFICABILE: L’ABBIAMO CHIAMATO MIRACOLO!... considera l’etimologia dei questa parola : miror dal latino meravigliarsi vedendo con meraviglia ciò che guardavi e non vedevi, si riferisce appunto alla natura della consapevolezza, la scoperta generata dall’intuizione, l’eureka, l’improvvisa illuminazione della coscienza !


                                       LA MALATTIA E IL CARATTERE

“complesso unitario e organizzato di forme di vita psichica che dà un’impronta particolare al comportamento dell’individuo. Come tale il carattere è una struttura ( vedi G. Bateson “ Infrangete la struttura che connette gli elementi di ciò che si apprende e distruggerete necessariamente ogni qualità” Mente e natura” ed, Adelphi 1984, pag.21) è risultante da una costante interazione tra individuo e ambiente ed è l’agente responsabile del fatto che la vita di un uomo ci appare naturalmente un’unità psicologica e non una mera sequenza di fatti” Fabio Metelli, ”Introduzione alla caratteriologia moderna”, Padova, editrice libraria Siciliana 1951 pag. 11. Pertanto la “qualità” di un carattere è la risultante di una struttura che connette, una funzione dell’attività cosciente che chiamiamo consapevolezza. La diversa qualità dei caratteri è, pertanto una diversa consapevolezza dell’interazione fra individuo e ambiente! A questo punto diventa necessario spiegare cos’è la coscienza! L’unica ricerca sulla coscienza, fondata sulla storia antropologica, archeologica e neuro psico-storica è quella di Julian Jaynes ne : “Il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza”, che dimostra con documenti verificabili la nascita della coscienza con quella della parola simbolo, del linguaggio simbolico-metaforico: una rappresentazione che si evolve nel linguaggio come una struttura che connette rappresentando l’interazione fra individuo e ambiente. Pertanto la qualità della coscienza esprime la qualità della malattia! Il linguaggio metaforico è un elaborato della mente che chiamiamo pensiero, la cui funzione è appunto quella di rappresentare questa interazione, perciò il pensiero è rappresentativo o immaginario. Ma l’immaginazione non è solo ciò che vedendo con gli occhi elaboriamo con la coscienza, ma anche quello che sentendo con le orecchie o con gli altri sensi elaboriamo sempre con la coscienza! Pertanto ciò che guardiamo e sentiamo con i nostri sensi : E’ UN DELIRIO LUCIDO. Il paradosso è: se uso la parola per comunicare la realtà non immaginaria, non potrei mai riuscirci perché la parola consapevole si scontra con la consapevolezza relativa delle diverse qualità delle coscienze comuni. Ma se la parola sonora “semina” nelle coscienze quella non sonora che è sua propria, un “messaggio” che la coscienza elabora per comunicare con la personalità dei diversi, lentamente nella vita individuale e nella sua evoluzione generazionale, va diventando sempre più consapevolezza…

Il linguaggio simbolico-metaforico diventato gnosi nell’epoca classica era Yada nella comunicazione più antica, quella semitica. La Yada non era gnosi, cioè una conoscenza razionale , ma un’esperienza esistenziale, il divenire della consapevolezza nelle relazioni. Pertanto la Parola Logos, la parola cioè della coscienza, è messaggio della consapevolezza che nel momento della scoperta è rivelazione e superamento del Delirio immaginativo, cioè della MLATTIA, la meravigli chiamiamo MIRACOLO. La malattia è una parola che non ha avuto sempre lo stesso significato. Perciò è fondamentale conoscere la nascita del significato dalle sue origini più remote fino ad oggi, raccontando la sua preistoria e la sua storia, per aprire un varco sul cambiamento in atto dell’esperienza della malattia!

BREVI CENNI SULLA NASCITA DALLA PREISTORIA AD OGGI DELLA MALATTIA

La malattia è una parola che si è evoluta con il pensiero. Ma il pensiero nasce, si organizza con le due “categorie mentali” proprie della sua natura: il tempo e lo spazio. Quando pensiamo immaginiamo un tempo e uno spazio immagini passate o future che suscitano sentimenti passati o futuri. I sentimenti passati sono legami melanconici fino all’ansia del futuro, alla paura, alla depressione e al terrore. Quelli sul futuro sono sentimenti di ansia, paura fino alla depressione e al terrore. Come è intuitivo i sentimenti generati dal pensiero, nello spazio tempo su cui si fonda la sua natura, sono “legami” che limitano l’esperienza del presente fin a cancellarla. Ora se riflettiamo sui limiti della natura del pensiero, possiamo renderci conto che questi legami che chiamiamo sentimenti, sono il limite potente alla libertà del “qui ed ora”, alla mente intuitiva, che percepisce e vive il presente come una continua scoperta, lo svelamento della “realtà reale”. I sentimenti che ci legano al passato sono a fondamento della melanconia, quelli che ci legano al futuro son ugualmente a fondamento della paura, ma sono sempre due limiti alla percezione del presente, due facce della stessa medaglia: il pensiero! E’ affermazione comune dire: “non si capisce il presente senza considerare il passato, ma non si dice ancora comunamente : non si capisce il presente senza considerare la paura del futuro. Perché non ancora si considerano il passato e il futuro i limiti all’esperienza del presente? La risposta è ovvia: Il pensiero non può farlo perché questo è il limite della sua natura! Ma allora si può non pensare, il pensiero è la condizione tanto necessaria alla mente? Certamente lo è ai sentimenti che esso genera e che chiamiamo generalmente, nelle relazioni interpersonali, affetto. Se l’affetto è il legame interpersonale più potente, generato dal pensiero immaginativo, possiamo capire che come è intuibile :” l’affetto lega e l’amore libera”. L’amore che nasce come esperienza del presente, va esaurendo la sua natura man mano che viene contagiato dal pensiero, fino ad essere quasi cancellato mentalmente dai sentimenti che esso genera. Ma allora quale è la natura dell’amore se non la liberazione dal pensiero affettivo? Ma se chi ama è libero dai legami sentimentali, come viene percepito da quelli che ancora ne sono affetti? E ancora che rapporto c’è fra il sentimento affettivo e il piacere? Evidentemente il piacere è un fortissimo sentimento di legame con le cose desiderate con cui cerchiamo, senza riuscirci di acquisire la libertà nel presente della piena realizzazione della realtà reale. Qualche anno fa nacque spontaneamente nella mia mente un’intuizione sul limite del piacere che ora accludo a quello che sto dichiarando…. Questa esperienza nacque qualche giorno dopo un’altra che può servire per introdurla alla vostra attenzione … Una mattina, appena sveglio, ancora nello stupore di guardarmi attorno e vedere dal letto i soliti oggetti, compagni della mia vita, i libri sul comodino, le tende che proteggevano nella penombra la prima luce che filtrava dalle imposte, il candelabro di ferro battuto e i mobili antichi con cui cercavo di arredare, con la vaga atmosfera medievale che mi ha sempre misteriosamente attratto , vedendoli come fossero altri dai soliti, mi resi conto che guardare non è vedere, perciò cercai di comunicare questa esperienza insolita così: “Alla radice delle Parole/ o del pensiero/Dove lo scarto fra il tuo desiderio/e ciò che desideri,/è minimo e scompare/Tu sei nel gesto immediato e puoi vedere/ la Realtà si svela.


SOFFERENZA, DOLORE, ANGOSCIA, MALATTIE FISICHE, PSICHICHE, PSICOSOMATICHE.


La salute e il benessere relativo, è la risultante di un insieme di fattori, la cui integrazione costante, assicura l'equilibrio dinamico delle funzioni dell'organismo. L'integrazione e l'equilibrio sono due funzioni assicurate da quella attività continua che noi chiamiamo vita. L'integrazione viene costantemente realizzata con l'elaborazione degli input o messaggi di quell'organismo complesso che è tutta la "materia vivente", che in questo modo impara continuamente riorganizzandosi. L'equilibrio è la modalità positiva con cui l'integrazione rielaborando e apprendendo assicura la vita e il suo benessere. Noi sappiamo che l'organismo vivente "pulsa". Il movimento di questa pulsazione si manifesta con ritmi complessi legati all'elaborazione e apprendimento, ritmi che potremmo chiamare l'orologio della vita". Questi ritmi hanno quindi un tempo. Questo orologio funziona bene sç il_ritmo delle sue pulsazioni è "giusto", cioè, continuamente in sintonia' con 1 le novità dell'apprendimento. Quanto più rielaborando e apprendendo si integra e si equilibri tanto più il ritmo è in sintonia. Il ritmo e la sintonia dell'orologio della vita sono funzioni del tempo, l'integrazione e l'equilibrio sono funzioni dello spazio. L'essere umano ha un'enorme capacità di apprendimento e insieme di equilibrio perciò è in grado di essere un orologio della vita sempre nuovo ed originale modificando il suo ritmo (tempo) e il suo equilibrio (spazio) . Ciò avviene perché l'essere umano con la sua capacità di apprendimento, può imparare come funziona l'orologio della vita per cui non solo vive, ma impara come vivere: alla vita che lo genera, risponde con la vita che può scegliere e generare. È pertanto responsabile della vita. Tale responsabilità è quindi la sua capacità di modificare e produrre un orologio della vita sempre nuovo con nuovi ritmi e nuovi equilibri. Ma la sua responsabilità è anche la sua unicità di occasioni: scoprire e fare sua quest'arte di costruttore e in questa conoscenza e capacità (che si manifesteranno in una salute sempre più ottimale) fare sua la natura del tempo e dello spazio. Nella storia umana il nostro momento è la fase dell'apprendimento di quest'arte, con l'elaborazione degli input che si traducono nei ritmi dell'organismo pulsante che ,quanto più rielaborando e apprendendo si integrano, tanto più la loro sintonia si esprime nella salute. Ogni forma di conoscenza per corrispondere oggi a questa nuova e grande occasione, deve quindi elaborare l'emergenza di questa arte e farla sua. La natura della conoscenza sta cambiando per cui la nostra attenzione dovrà sempre più elaborare la novità di questo cambiamento, per apprendere e comprendere il modo in cui si conosce. L'esperienza clinica, rivisitata nell'ottica della conoscenza moderna dei sistemi adattativi complessi, ha dimostrato una patologia diffusa la cui radice sta nello squilibrio con cui la nostra mente organizza la salute. Tale patologia diffusa assume le diverse forme di malattie., proprie dei modi particolari con cui la mente di ciascun individuo tenta di raggiungere l'equilibrio che corrisponda alla salute senza riuscirci. Questo squilibrio e le diverse patologie correlate, emergono da una deviazione e dal limite della percezione, che è il modo con cui · la mente individuale e collettiva manifestano il loro tentative, non riuscito, di organizzare la salute. La nostra offerta è di diagnosi e cura di questo squilibrio e delle malattie correlate, che hanno ormai il peso di una vera patologia sociale. La diagnosi della particolare deviazione della percezione emerge da un test di nostra creazione. La percezione manifesta ilmodo con cui leghiamo le funzioni fisiche e psichiche in un programma (software) più o meno efficace per realizzare un equilibrio sempre più utile al raggiungimento di una piena salute. La percezione e il programma da essa costruito, sono tanto più efficaci quanto più sono "semplici" e quindi chiaramente traducibili in parole (che sono la scrittura di questo programma). Il test che vi proponiamo fa emergere dalle vostre risposte lo stato del vostro programma, i suoi limiti e le sue deviazioni. Si compone di due fasi con due parole chiave, scelta e piacere, usate in modo che le vostre risposte alle differenze o incongruenze che tali frasi si propongono di testare, emergano per la diagnosi. Per un auto test iniziale potete seguire il percorso di un dialogo tipo fra chi propone il test e chi ne usufruisce, cercando per primi una risposta e confrontandola con quella data. Il dialogo è scritto seguendo il metodo maieutico, poiché si suppone (e voi scoprirete se a ragione) che ognuno conosca le risposte che compongono la percezione personale e il programma ma che tale percezione e tale programma sono confusi (non organizzati) e quindi non utilmente efficaci. La terapia sta nel riordinare il vostro programma riorganizzando i segnali (le parole) e il modo di usarle creando contesti. Questi aspetti della diagnosi e cura saranno approfonditi in un forum, in cui ci metteremo in interazione con voi.


"Libertà vo cercando che è sì cara come sa chi per lei vita rifiuta" (F. Petrarca) . "L'essenziale nell'esistenza di un uomo come me, è costituito da ciò che egli pensa e da come egli pensa, non già da ciò che egli fa o subisce" (A. Einstiin). "La libertà è la piena sintonia con l'annonia superiore del caos" ( n.d.A.)


IL TEST La scelta del piacere -il piacere della scelta (breve dialogo sulla patologia della civiltà) Ci sono due amici che dialogano Mino e Nicola. Mino: Il tema del nostro dialogo è: “la scelta del piacere”- “il piacere della scelta”.. . Vorrei aiutarti a chiarire quello che già sai, che tutti sanno, ma è ancora confuso. lo, affermo ora, che questo chiarimento incomincerà a sciogliere il nodo sulla radicale incapacità della nostra civiltà e tua personale di continuare a vivere.



Nicola:


Mino:

Nicola: Mino: Se è così mi interessa. E se è vero che già so e sono solo confuso e questa confusione è, come dici, alla base della mia sofferenza e della mia incapacità a risolvere i miei problemi, allora voglio chiarirlo. Bene! Allora incominciamo. Per te c'è una differenza fra “la scelta del piacere” e “il piacere della scelta”? Sento che c'è una differenza ma non riesco a capire quale sia! Qual è secondo te l'esperienza prioritaria nella “scelta del piacere”, la scelta o il piacere? Nicola: Se scelgo il piacere, scelgo il piacere. Posso scegliere fra piaceri diversi. Resta da vedere se possono scegliere qualcosa che non mi dia piacere, ma non credo. Quindi l'esperienza prioritaria nella scelta del

Mino: piacere è il piacere. Dimmi allora, qual è nel “Piacere della scelta” l'esperienza prioritaria, il il piacere o la scelta? Nicola: Se ho il piacere di scegliere, qualsiasi sia la scelta, questo piacere mi sembra sia legato alla possibilità di scegliere liberamente. Quindi in questo caso l'esperienza prioritaria è la scelta. Mino: Potresti ancora chiamare il piacere della scelta libera, il piacere della libertà? Nicola: Credo di sì! Mino: Nella scelta del piacere, allora poiché è prioritario ilpiacere sulla scelta, potresti ritenere che la tua libertà di scegliere sia limitata dal piacere? E che quindi anche la tua libertà ne sia limitata? Nicola: Penso di si? Mino: Bene! Ora dimmi: quali sono per te i piaceri più elementari, i più antichi insopprimibili, pena l'impossibilità della sopravvivenza? Nicola: Ci sono tanti piaceri, ma quelli più elementari più antichi, quelli che ci garantiscono la sopravvivenza credo siano quello di nutrirsi e quello sessuale!

Mino: Questi due piaceri elementari sono così connaturati alla nostra natura animale che possiamo chiamarli istinti? Nicola: Si certo! Mino: In che modo pensi ci siamo garantiti questi due piaceri elementari sin dall'inizio della nostra storia? Nicola: Lottando per poter mangiare e poterci riprodurre. Mino: In questa lotta quali sono stati i mezzi che abbiamo usato per vincere?

  Nicola:	La forza e il potere che questa ci dava!

Mino: Se tu ci pensi abbiamo potuto esercitare la nostra forza sempre in modo diretto e visibile o nel tempo la forza bruta ha trasformato la sua qualità? Nicola: Sicuramente la forza bruta nella storia è cambiata, ha assunto forme diverse ma alla fine è sempre l'uso del potere. Mino: Puoi quindi affermare che il potere è stato il mezzo con cui ci siamo garantiti l'esercizio di quei piaceri elementari? Nicola: Si! Mino: Puoi affermare che il potere che ci garantisce l'esercizio di quei piaceri elementari, istintuali, sia per questo motivo la forma di piacere più vicina a quegli istinti? Nicola: Si, penso di poterlo dire. Mino: Quindi la forma di piacere immediatamente più "evoluta" rispetto a quelli elementari abbiamo stabilito che sia ilpotere. Credi che la forma del potere si sia trasformata nella storia? Nicola: Certamente! Se arrivo fino alla storia più recente del potere, ricordo il potere assoluto delle monarchie e la sua trasformazione nella democrazia, oppure il potere temporale e quello religioso spesso in lotta fra loro! Mino: In occidente la trasformazione del potere assoluto nelle democrazie, ha eliminato secondo te il potere come mezzo per la soddisfazione dei piaceri? Oppure tale potere si è ulteriormente trasformato per realizzare gli stessi scopi? Nicola: Sicuramente l'uso del potere per la soddisfazione dei piaceri non è stato eliminato, ma ha assunto fonne diverse nelle democrazie. Mino: Inche modo è cambiato? Nicola: Nell 'esercizio del potere attribuito per rispondere all'incessante richiesta dei bisogni del consumo e nell'esercizio del potere di chi lo attribuisce per consumare di più. Un'alternanza di poteri limitati a favore di una maggiore libertà delle scelte. Mino: Nelle democrazie, allora, i bisogni sono ancora quelli elementari? Nicola: Certamente no. Quelli sono generalmente garantiti ma hanno assunto forme diverse che sono il miglioramento del benessere, fmo al consmismo. Mino: Puoi allora affermare che il consumismo sia una forma più "evoluta" di soddisfazione del piacere? Nicola: Si certamente. Mino: Se nelle democrazie, nel consumismo l'esercizio del potere si traduce nella soddisfazione delle varie forme di benessere credi tua allora che sia ancora il potere pritariamente a soddisfare i piaceri, o se è già riconosciuto in modo ·elementare ad ogni individuo sia invece il consumo la forma più evoluta per la soddisfazione dei piaceri e non solo più quelli elementari?

Nicola: Sicuramente se il potere per la soddisfazione dei piaceri elementari è garantito, la forma più evoluta è il consumo.

                   Mino:

Bene se il consumo è una forma più sofisticata di esercizio del poter è questo potere esercitato democraticamente?

Nicola: Sicuramente il consumo è esercitato democraticamente in varia misura, ma come in ogni forma di potere ognuno tenta di aumentarlo per se in una lotta continua! Mino: Puoi affermare che con l'aumento del consumo s1 producano gli squilibri ambientali e la crisi dei poteri più tradizionali? Nicola: Si! Per gli squilibri ambientali è sotto i nostri occhi. Per la crisi dei poteri tradizionali stiamo in effetti vivendo l'incapacità di quei poteri a garantire un consumo illimitato! Mino: Ritorniamo al tema iniziale del nostro dialogo. Pensi di potere affermare che a partire degli istinti elementari la nutrizione e il sesso, tutta la nostra storia sia il modo in cui abbiamo cercato per garantirceli, di esercitarli fino al consumismo?

                  Nicola:  Si, penso sia così.

Mino: Vedi che nell'esercizio di questi istinti elementari cisia oggi una differenza tra I popoli del consumismo e quelli più poveri? Nicola: Sicuramente nei popoli più poveri i piaceri elementari sono ancora oggi in modo più evidente la soddisfazione diretta di quelli istinti per la sopravvivenza: il cibo e il sesso. Mino: Se nei popoli del benessere il cibo e il sesso non sono più direttamente la soddisfazione dei piaceri elementari, vedi che da questa situazione nascono degli scompensi o delle deviazioni? Nicola: Mi sembra che se i piaceri elementari, gli istinti, non ricevano più una soddisfazione immediata le risposte istintuali possano deviare. Mi viene infatti in mente che nella nostra società emergono forme patologiche legate ad esempio all'alimentazione: la bulimia e l'anoressia. Mino: Vedi una relazione tra queste deviazioni del piacere elementare e il consumismo? Nicola: Credo di si ! Le persone essendo più libere di esercitare il potere ed esercitandolo sempre più nel consumo, possono ovviamente diventare bulimiche, ma allora non comprendo l'anoressia. Perché dovrebbero rifiutare il cibo? Per quanto riguarda il sesso è la stessa cosa se ci penso. Potendo esercitarlo più liberamente non vedo perché dovrebbero esercitarlo in modo deviato o addirittura esserci un calo di quel piacere e un conseguente calo della riproduzione. Mino: Vediamo se è possibile chiarire allora questa contraddizione e ritorniamo al tema del nostro dialogo. Tu hai deciso che il piacere della scelta, può essere il piacere della libertà, ricordi? Nicola: Si, certo. Mino: Il piacere della libertà, credi sia elementare come gli istinti del nutrirsi e del riprodursi? Credi sia altrettanto antico? Nicola: No, non credo. Certo anche il piacere delle libertà è molto antico, ma non credo lo sia come quello alimentare e sessuale. Mino: Se il piacere della libertà non è altrettanto antico e forse non è propriamente un istinto, credi che comunque abbia un peso notevole nella storia collettiva e nella tua vita personale? Nella tua capacità di star bene? Nicola: Si, certo! Soddisfatti gli istinti elementari il piacere della libertà diventa un'esperienza insopprimibile, assoluta, credo che il piacere della libertà è legato al nostro desiderio di felicità. Mino: Non vedi allora una relazione fra il piacere della libertà come un'esperienza insopprimibile in chi ha soddisfatto i suoi piaceri elementari e la libertà di scegliere di mangiare e di fare del sesso di più o anche di meno? E quindi l'anoressia non puoi considerarla un tentativo di affermare la libertà negando il condizionamento dei piaceri elementari? Nicola: Ora che mi ci fai pensare si, certamente. Mino: Puoi allora dire che il piacere della libertà sia più evoluto di quelli elementari/ se per questo piacere possiamo arrivare a mettere in crisi la sopravvivenza finanche negando gli istinti elementari che ancora ce la garantiscono? Nicola: Si, certo. Vedo che incomincia a farsi chiarezza.

Mino: Credi che la cultura umanistica o scientifica si sia posta il compito di risolvere il problema della libertà? Nicola: Si, vorrei quasi dire che tutta la cultura nasce per garantirci la libertà. Mino: In c he modo pensi che abbia affrontato o stia affrontando il problema di garantirci la libertà? Nicola: Sicuramente garantendoci la soddisfazione dei piacen elementari,. la

     libertà è invece ancora una esperienza e una condizione della vita non risolta.

Mino: Se la cultura umanistica e scientifica non è on grado ancora di risolvere il problema della libertà, è possibile dire che forse non ha i mezzi per farlo, visto che riesce a garantire la soddisfazione dei piaceri elementari? Nicola: Si, certo. La qualità dei due piaceri è diversa e diversa dovrebbe essere la cultura che scioglie i suoi nodi. Finché non ci sarà questa nuova cultura la patologia e le deviazioni individuali e collettive sicuramente aumenteranno. Questo ora mi è chiaro. Mino: Se la cultura è ancora quella che ha dato una risposta ai piaceri elementari, come infatti è stata esercitata se non con l'esercizio del potere per garantire quella soddisfazione? Nicola: Si è vero, ma la cultura ha anche affrontato 1'esigenza della libertà ma

            se lo ha fatto e lo fa con l'esercizio del potere e quindi nella logica del piacere, c'è nella   cultura, come in ognuno di noi questa doppia natura, un’ambivalenza, una dicotomia e una grande confusione fino alla patologia, alla sua patologia.

Mino: Ormai hai chiarito il nodo della nostra condizione umana, non credi che questo chiarimento sia importante perché la cultura possa affrontare le sue contraddizioni e la sua incapacità a generare salute?

Nicola: Mi sembra ovvio. Mino: Bene vediamo di chiarire quale condizione rende così difficile e finora irrisolto questo problema. Tu credi che il mondo animale abbia in

                comune con quello umano i piaceri elementari?

Nicola: Si, certo

Mino: E il piacere della scelta? La libertà? Nicola: Sicuramente la ricerca della libertà non si è espressa nel mondo animale come (e tutta la storia lo dimostra) nell'ambito umano. La soddisfazione di piaceri elementari, istintuali / nel mondo animale restano prioritari ed esclusivi. Negli animali domestici però, spesso soddisfatti gli istinti/ la libertà ha incominciato a d emergere nella scelta delle relazioni. Qualche volta fino al rifiuto dei piaceri istintuali.

Mino:

È vero. Penso a molti animali domestici/ ma è una forma ancora elementare di libertà ed è ancora strettamente legata alla soddisfazione dei piaceri elementari, visto che chi è la fonte di questi piaceri per gli animali è anche il limite di quella libertà.

Nicola: Si è vero Mino: Quindi la nostra differenza rispetto al regno animale resta quella della ricerca della libertà, quando ci svincoliamo dalla soddisfazione degli istinti? Nicola: Si! Ma potremmo mai vivere svincolati dagli istinti? Mino: Di fatto la soddisfazione degli istinti ci vede affrontare un crisi ed una patologia sia personale che collettiva, come incapacità di corrispondere ali 'esigenza della libertà? Nicola: Si è vero! Ma quel è' la difficoltà a svincolarci dal piacere come limite alla realizzazione della libertà? Mino: Se la soddisfazione del piacere è il modo che abbiamo usato per garantirci la sopravvivenza, non credi che il superamento e l'abbandono del piacere ci faccia vivere la paura della morte come reazione istintuale? Nicola: Mi sembra assolutamente coerente!

Mino: Per affrontare la paura della morte dovremmo poter sostituire ai piaceri istintuali, quello più evoluto della libertà, non credi? Nicola: Si, ma sarà il piacere della libertà capace di assicurarci la sopravvivenza? Mino: Storicamente è sempre stata la nostra esigenza. Per essa come individui abbiamo offerto esempi molto indicativi non così come collettività. Ma

                 ciò che è possibile per un individuo è possibile per tutti se questa è la nostra  strada                       e se diventerà la nostra cultura. È necessaria una cultura  che si svincoli dalla logica del piacere e del potere per superare le sue contraddizioni e le nostre patologie dalle più piccole alle più grandi  
                 La cultura attuale è ormai diventata la caricatura tragica della  cultura. Alimentata dalla paura (come abbiamo compreso) il suo linguaggio è l'intimidazione e il ricatto più o meno consapevoli. Non dobbiamo fare altro che sciogliere questo nodo per realizzare la nostra più profonda natura. E da oggi questo potrà essere più chiaramente al centro della nostra attenzione.

Nicola: Credo che questo sia vero e per quanto mi riguarda ora che mi è chiaro cercherò a mia volta di essere soggetto e oggetto di questo cambiamento.

Questo è il breve dialogo tipo, risultato di un'intervista proposta a cento persone di età e di culture diverse dai diciotto ai sessant'anni. L'intervista ha dimostrato essere un test sulla percezione e ha fatto emergere una patologia diffusa / caratterizzante nelle risposte/ i modi personali in cui la deviazione percettiva assumeva la sua particolare forma. La patologia della percezione si è dimostrata coerente con i disturbi del comportamento, dai più normali a quelli più chiaramente patologici con conseguenze anche a livello somatico e psicosomatico.


Alla domanda test: percepisci una differenza tra la scelta del piacere e il piacere della scelta e se la percepisci spiegala con parole tue, le risposte tipo sono state le seguenti: 1. il 5% di cultura medio-bassa , ma in qualche caso anche istituzionalmente medio-alta o alta non ha percepito differenza; 2. il 75% ha percepito la differenza ma non ha saputo spiegarla; 3. il 15% ha spiegato più o meno chiaramente tale differenza nei modi che delineavano una personale qualità della percezione, ma poi non è stato in grado di superare il secondo grado del test; 4. il 2% ha spiegato la differenza solo in senso temporal, affermando essere la seconda fase la conseguenza della prima; 5. l’1% ha spiegato la differenza capovolgendi il significato; 6. l’1% ha affrontato il secondo grado del test dimostrando solo un limite della percezione e la conseguente patologia. Il secondo grado del test prevedeva la sostituzione della parola piacere nella seconda frase con un’altra coerente alla realizzazione della libertà. Avendo l’indagine cominciato a mettere in evidenza una patologia generalizzata della percezione, sarà opportuno ed anzi necessario che tale patologia sia messa al centro dell’interesse di tutti, pena la sua crescita con tutte le conseguenze di sofferenza, di malattia , di collasso sociale. La sofferenza e la malattia individuale sono evidentemente delle malattie fisiche e psichiche, malgrado un allungameto della sopravvivenza. Si intuisce, da tutti, che la sopravvivenza, nella logica del piacere, è a discapito della vita. Il collasso sociale più attuale e visibile in occidente è il fenomeno immigratorio, la civiltà del benessere che garantisce la sopravvivenza si incontra con le popolazioni a cui non è garantita. ‘è uno scontro tra la libertà della scelta e la lotta per la soddisfazione dei piaceri elementari. La logica di questa lotta è senza sbocco se in occidente non si farà un salto di qualità cambiando la vision del mondo. Se la libertà di scelta sarà perseguita con la logica del piacere sarà impossibile, come abbiamo visto, superare il nodo di questa incon gruenza e divenerà impossibile l’integrazione. Se la garanzia della soddisfazione degli istinti elementari metterà al centro del confronto cultural l’affrancamento definitive dalla logica del piacere per la realizzazione di una svolta nella logica della libertà, cambierà la vision del mondo e il modo in cui oggi, senza volerlo, generiamo sofferenza e malattia a livello personale e collettivo. In questa prospettiva non è azzardato ritenere che la realizzazione piena di quella condizione che chiamiamo libertà, che è ancora un desiderio o un sogno, un bisogno o un’angoscia, una fede o una violenza, sia forse una funzione più evoluta della biologia del nostro corpo e della sua capacità di generare salute e non più solo di occuparsi di curare le sue malattie. Il precedente commento non firmato è stato inserito da Girolamo caione (discussioni  · contributi) da WZ:Bar --Wim b 19:19, 18 dic 2018 (CET) »