monatto
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Italiano
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Sostantivo
monatto
- nel Medioevo era termine con cui si identificavano i servi pagati mensilmente, o comunque persone che svolgessero mestieri ritenuti sgradevoli.
- nel secolo XVI e XVII, a Milano i monatti erano gli addetti al trasporto degli appestati e dei morti di peste, al loro seppellimento e alla distruzione di ogni oggetto che poteva essere latore di contagio.
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Etimologia / Derivazione
Derivato dispregiativo di mona, che in lombardo significa signora, oppure termine che proviene dal tedesco Monatlich, cioè mensile[1]). Menzionati anche dal Manzoni ne I Promessi Sposi:
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«I primi[2] erano addetti ai servizi più penosi e pericolosi della pestilenza: levar dalle case, dalle strade, dal lazzeretto, i cadaveri; condurli sui carri alle fosse, e sotterrarli; portare o guidare al lazzeretto gl'infermi, e governarli; bruciare, purgare la roba infetta e sospetta. Il nome, vuole il Ripamonti che venga dal greco monos; Gaspare Bugatti (in una descrizion della peste antecedente), dal latino monere; ma insieme dubita, con più ragione, che sia parola tedesca, per esser quegli uomini arrolati la più parte nella Svizzera e ne' Grigioni. Né sarebbe infatti assurdo il crederlo una troncatura del vocabolo monathlich (mensuale); giacché, nell'incertezza di quanto potesse durare il bisogno, è probabile che gli accordi non fossero che di mese in mese.»
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Il Manzoni ci esprime chiaramente che attorno alla figura del monatto vi era un'aura di sospetto e di disprezzo:
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«All'impiego di monatti e d'apparitori[3] non s'adattavano generalmente che uomini sui quali l'attrattiva delle rapine e della licenza potesse più che il terror del contagio, che ogni naturale ribrezzo. Erano a costoro prescritte strettissime regole, intimate severissime pene, assegnati posti, dati per superiori de' commissari, come abbiam detto; sopra questi e quelli eran delegati in ogni quartiere, magistrati e nobili, con l'autorità di provveder sommariamente a ogni occorrenza di buon governo. Un tal ordin di cose camminò, e fece effetto, fino a un certo tempo; ma, crescendo, ogni giorno, il numero di quelli che morivano, di quelli che andavan via, di quelli che perdevan la testa, venner coloro a non aver quasi piu nessuno che li tenesse a freno; si fecero, i monatti principalmente, arbitri d'ogni cosa. Entravano da padroni, da nemici nelle case, e, senza parlar de' rubamenti, e come trattavano gl'infelici ridotti dalla peste a passar per tali mani, le mettevano, quelle mani infette e scellerate, sui sani, figliuoli, parenti, mogli, mariti, minacciando di strascinarli al lazzeretto, se non si riscattavano, o non venivano riscattati con danari. Altre volte, mettevano a prezzo i loro servizi, ricusando di portar via i cadaveri già putrefatti, a meno di tanti scudi. Si disse (e tra la leggerezza degli uni e la malvagità degli altri, è ugualmente malsicuro il credere e il non credere), si disse, e l'afferma anche il Tadino (Pag. 102.), che monatti e apparitori lasciassero cadere apposta dai carri robe infette, per propagare e mantenere la pestilenza, divenuta per essi un'entrata, un regno, una festa.»
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[modifica] Note
- ↑ L'etimologia del termine dal tedesco è sostenuta dal Manzoni ne I Promessi Sposi, ma è probabilmente un'interpretazione errata.
- ↑ Il Manzoni si riferisce ai monatti.
- ↑ Come dice il Manzoni nello stesso capitolo citato: L'impiego speciale degli apparitori era di precedere i carri, avvertendo, col suono d'un campanello, i passeggieri, che si ritirassero.