Discussioni categoria:Parole in napoletano

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I would not use the apostrophe (') before the words beginning with n or m, this is done usually because Neapolitan is spoken in an Italophone environment, and the related Italian words have usually a vowel before the n (or m), this is not the case in Neapolitan therefore there's no reason to indicate the fall of a vowel that actually is not there and is never written. Therefore, for instance, the word mbasciata does not need the to be written 'mbasciata, the form "imbasciata" does not exist, there is no reason to indicate the fall of the vowel "i" it by the apostrophe. The presence of the apostrophe in this case is useless, as without it the word is perfectly identified anyway. Same therefore for the words nguaià, mparà, etc. Another case is when the n (or m) stands for the preposition "in" ('n or just n, the vowel is disappeared in spoken, and written, Neapolitan), in this case the preposition becomes part of the following word. "In the middle" is therefore in Neapolitan 'n miezo (which does not exist actually in this form), written often as 'mmiezo, the "n" becomes an "m" for phonetic reasons, also in this case I would prefer the form with no apostrophe (mmiezo), other examples, nnanze ('n nanze => 'nnanze, but better nnanze). In this case the use of the apostrophe might anyway be supported because it gives a hint on the presence of the preposition. To make the spelling less cumbersome I would not use it, anyway.

Ciao Carmine, scrivo in italiano qui perché so che non hai problemi di capire. Allora per le parole con apostrofo o anche i diversi modi di dire il comportamento sul wiktionary è molto chiaro: se queste parole vengono utilizzate in questo modo, cioè se per esempio si trova 'mmaretarse in qualche testo pubblicato (libro, poesia ecc.) ha ogni ragione di essere inserito qui. So che chi ha inserito queste parole li prende da opere. Ho anche confermate alcune parole e si trovano anche su internet dove davvero non ci sono molte rissorse in napoletano. Nel caso di 'mmaretarse per esempio lo posso trovare nel testo della Canzone "Lo Guarracino" nella versione cantata di Roberto Murolo nel 1963.
Se in napoletano esiste uno standard sul come si dovrebbe scriverlo oggi allora è sufficiente categorizzare corettamente le parole, cioè parola "mparà" non riceve soltanto "napoletano" come riferimento, bensì "napoletano secondo standard/ortografia xyz" - se esistono più standard si creano semplicemente più categorie e se una parola viene usata in più di una categoria allora prende tutte le categorie come attribuzione. Avremo questo problema anche quando iniziamo ad inserire modi di scrivere molto locali, p.e. se prendo qualche autore della Costiera Amalfitana, molto probabilmente avremo un altro tipo di ortografia ancora - quindi dobbiamo da qualche parte iniziare con l'attribuzione geografica, anche perché il codice "nap" non include soltanto il napoletano, ma anche il calabrese. Per il calabrese p.e. ho creato la categoria "nap-cal" proprio per inibire che possano essere mischiate le cose.
Sarei molto grata se potresti indicare quali standard esistono e come potremo fare per la classificazione/categorizzazione della terminologia.
Quindi in ogni caso mi confermeresti che tutte le parole che attualmente hanno l'apostrofo le dovremo anche inserire senza apostrofo e che quelle con l'apostrofo sono da considerare variazione da quella principale. Come possiamo quindi indicare in modo migliore la differenza tra standard (di questo standard mi servirebbe anche un nome) attuale e modi di scrivere diversi o anche antichi? Dove possiamo trovare materiale di riferimento? Esistono studi relativi?
Grazie!!!! Ciao! --Sabine 15:14, Ago 28, 2005 (UTC)

Gennaro da Napoli[modifica]

vorrei segnalare un altro termine molto diffuso a Napoli, ma non so come inserirlo per vie ufficiali. Questo termine è "'nzino" e significa: star seduto sulle gambe di qualcun altro. Si usa soprattutto riferito ai bambini tenuti sulle gambe degli adulti. Saluti, Gennaro

Ciao io non so fare niente ma vorrei segnalare "mastrillo" che e' la trappola per i topi

Fabio[modifica]

non ho capito come si aggiungono voci al dizionario, quindi aggiung qui: giurnalista = giornalaio Oakwood (disc.) 00:06, 14 mar 2008 (CET)

se intendi come faccio a modificare una pagina, le voci si editano allo stesso modo in cui hai aggiunto questo commento, se invece intendi che cosa devo scrivere e cosa devo metterci per questa volta ho aggiunto io giurnalista, guarda come ho fatto, poi prova a farne una da solo, se ti servisse aiuto, contattami--Wim b contattami 00:57, 14 mar 2008 (CET)

Peppe Laino - parole napoletane[modifica]

In risposta a Gennaro, riguardo alla parola 'nzino. Questa parola è composta da "in" e "seno" dal Latino "sinum" e significa letteralmente "contro il seno, nel seno, in seno", divenuto poi "seduto sulle gambe" della mamma. E' riferito prevalentemente ai bambini che, per addormentarsi, riposarsi perché stanchi o cercare conforto per un dolore, vengono "accolti" fra le braccia della madre, seduta, che li stringe a sé, premendoli contro il seno. Quindi "in seno" alla mamma, che in Napoletano diventa dapprima in sino e poi 'nzino, Il gruppo -NS in Napoletano diventa sempre -NZ ('nzieme, 'nzomma, 'nzaccato, 'nzegna - insieme, insomma, insaccato, insegna). Ancora per "mastrillo", che significa, appunto, "trappola per topi" si deve risalire al Latino (come per quasi tutte le parole napoletane) ed esattamente alle due parole "mus" che significa topo (da cui anche l'inglese "mouse") e "tricae" noia, fastidio, impedimento, da cui mustriculum e quindi "mastrillo".