acrimonia

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Open book 01.svgSostantivo


acrimonia f (pl: acrimonie)

  1. usato in passato per assommare le qualità di un sapore o di un suono aspro e pungente ma non sgradevole o come sinonimo di acidità[1], oggi il vocabolo si riferisce all'acredine che manifesta negli atti e nelle parole l'astiosità di un temperamento inasprito; livore

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«Lucrezia non si riconosceva più, tanto s'era trasformata ed imbruttita. Il corpo era diventato un sacco di carne, dove non si distinguevano piu né seno, né vita, né fianchi; il viso, dalla continua acrimonia che la animava, dall'inguaribile scontento della propria condizione, era divenuto duro, arcigno»
(Federico De Roberto, I Viceré)
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«Guardati da colui, che in tua presenza con troppa acrimonia si scaglia contro tal'altro: perchè il medesimo farà teco.»
(Giulio Mazzarino, Breviario dei politici secondo il Cardinale Mazzarino, Ia edizione italiana 1698)


Hyph.png Sillabazione[modifica]

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Nuvola kdict glass.pngEtimologia / Derivazione[modifica]

dal latino acrimonia "agrezza" ma anche "aspra veemenza (retorica)" , derivato di acer, acris, acre "acre, acuto"

Books-aj.svg aj ashton 01.png Termini correlati[modifica]

Nuvola filesystems www.png Traduzione[modifica]

  1. vedi Tommaseo-Bellini, Dizionario della lingua italiana, acrimonia

Bibliografia[modifica]

  • Devoto-Oli, Vocabolario Illustrato della lingua italiana, 1977
  • Lo Zingarelli, Vocabolario della lingua italiana, Zanichelli, 1999
  • Tommaseo-Bellini, Dizionario della lingua italiana
  • Ottorino Pianigiani, Vocabolario Etimologico della lingua italiana [1], 1907
  • Biblioteca (progetto Manuzio) di Liber Liber